Sul potere mediatico della televisione e sugli infiniti influssi e contaminazione del mezzo catodico sulla realtà ormai si è discusso abbastanza e si sono espresse opinioni delle più disparate. Negli ultimi tempi, alcuni la vedono in crisi, complice il potere del web sempre più imperante; per altri (la maggioranza, oseremmo dire noi) è ancora (e spesso sfortunatamente) lo strumento principale di informazione. Per un nostro cliente, il ristorante pizzeria villamarina, la televisione rappresenta uno steuemnto di promozione, ma non solo: per questo abbiamo studiato un programma televisivo ad hoc, “le ricette di Villamarina”, sulla scia di una moda ormai decennale, che vede proiflerare su tv il fenomeno dei “programmi di cucina (da “la prova del cuoco, a “i menù di Benedetta” per arrivare ai canali tematici Gambero Rosso e ,programmii come “Master Chef”). La cucina diventa set, i cuochi, professionisti o amatori, proragonisti assoluti. La sfida, in tal caso, era portare le cuoche del ristorante a parlare al pubblico di un loro piatto famoso, mostrando quello che dovrbebe essere reso segreto, ovvero il piccolo grande mondo rappesentato dalla propria cucina.
Con arguzia, simpatia e nonchalance, Perla e Francesca, le due cuoche, si sono lanciate nell’alaborazione di una ricetta a base di pesce, che ha incantato il pubblico e ha richiamato molti aad andare a gustarla direttamente in loco. La rubrica, però, ha avuto un passo in più: ha generato quello che in linguaggio tenico si chiama “spin -off”, e in linguaggio quotidiano poteemmo definire una costola del programma stesso. La ricetta oggetto della puntata viene cucinata, in una serata decisa prima, da un personaggio della scena politica, culturale e/o sociale della città di Fano. Un modo, questo, per avvicinare diversi livello di senso ed esperienza: il livello “commerciale”, quello relativo alla promozione del ristorante e delle sue ricette; il livello “sociale”, quello che mette in rilievo il momento del consumo della ricetta e ne esalta le caratteristiche di centro di aggregazione; per finire, il livello “istituzionale”, che vede opinion leader e stakeholder a contatto con la società, con i propri consimili.
La cucina, dunque, viene proposta e vissuta come fucina di gusto ma anche di eventi che mirano a unire, coinvolgere, intrattenere: la televisione si è calata nella realtà finendo per esserne inglobata. Un altro punto a favore della realtà.
